Recent publications · Crossref
5 total works indexed
- Canadian Network for Mood and Anxiety Treatments (<scp>CANMAT</scp>) and International Society for Bipolar Disorders (<scp>ISBD</scp>) 2018 guidelines for the management of patients with bipolar disorder
· 2018 · cited 1,672x
- Tocilizumab in patients admitted to hospital with COVID-19 (RECOVERY): a randomised, controlled, open-label, platform trial
· 2021 · cited 1,539x
- Eating habits and lifestyle changes during COVID-19 lockdown: an Italian survey
· 2020 · cited 1,536x
- Genome-wide association study of more than 40,000 bipolar disorder cases provides new insights into the underlying biology
· 2021 · cited 1,478x
- Genome-wide association study identifies 30 loci associated with bipolar disorder
· 2019 · cited 1,460x
via Crossref · CC0
Described at

GONZAGA, Francesco - Enciclopedia - Treccani
Nell'Enciclopedia Treccani troverai tutto quello che devi sapere su GONZAGA, Francesco. Entra subito su Treccani.it, il portale del sapere.
treccani.it →Vuoi navigare il sito Treccani senza limiti e pubblicità? Scarica l'APP e abbonati ora per accedere su tutti i tuoi dispositivi! Agli anni della minore età del G. risale una rilevante serie di documenti amministrativi che forniscono un quadro dettagliato, seppure non completo, dell'evoluzione degli organi centrali della signoria gonzaghesca: la dinastia infatti reggeva la città di Mantova sulla base della struttura amministrativa ereditata dalla matura età comunale, solo parzialmente trasformata nei decenni centrali del secolo dall'intervento capillare dell'arbitrio signorile, codificato già dagli statuti bonacolsiani del 1313. L'età del G. si caratterizzò per un marcato tratto di rinnovamento istituzionale rispetto all'età precedente, le cui prime tracce si rinvengono proprio negli anni fra il 1382 e il 1392-93. Venne redatta infatti, prevalentemente tra il 1384 e il 1386, una serie di brevi promemoria relativi all'attività della masseria del Comune, della tesoreria, della curia signorile, che recavano, insieme con la descrizione delle prerogative di tali organi al tempo della redazione dei documenti, anche il richiamo al loro funzionamento al tempo del defunto Ludovico, probabilmente proprio per ricapitolarne compiti e attribuzioni durante la minore età del Gonzaga. I lineamenti di una prima distinzione fra gli organi camerali di origine comunale (come la masseria) e di più recente origine signorile (come la tesoreria o la factoriacurie ) emergono in questi anni per la prima volta con chiarezza: anche l'organizzazione militare dello Stato, basata su cernite locali, sui provvisionati e sulla compagnia del signore, e incentrata sulla figura del factor stipendiariorum , assume un particolare rilievo in questi anni, conseguenza naturale dell'accresciuta attività militare del G. e del suo progressivo prendere coscienza del ruolo strategico e della funzione mediatrice della signoria mantovana nei conflitti padani. Peraltro, le iniziative di Francesco Novello da Carrara, sfuggito rocambolescamente alla custodia viscontea, le oscure manovre condotte in Francia da Carlo Visconti, fratello di Agnese (con cui, secondo Giuseppe Coniglio che riassume in merito un'opinione consolidata della storiografia mantovana, il G. avrebbe avuto contatti proprio in occasione del viaggio compiuto in Francia), in generale la crescente diffidenza nei confronti di Gian Galeazzo, fecero sì che i Carraresi, gli Estensi, i Comuni di Firenze e di Bologna stipulassero l'11 apr. 1390 una nuova lega antiviscontea cui aderì anche il G., preoccupato per l'incolumità del proprio Stato e desideroso di nuovi accrescimenti territoriali sui confini. Il Carrarese rientrò a Padova nel giugno del 1390: a seguito della guerra, un anno dopo, il G. acquistò dal Visconti per 50.000 ducati i castelli di Ostiglia, Asola, Villimpenta, Canedole e Castellaro Lagusello, il cui possesso però non fu ratificato dagli alleati e che dovette restituire l'anno successivo. Nel frattempo era maturato a Mantova un evento che, di là dalla drammaticità della vicenda (che diede adito per secoli a fiorite interpretazioni), ebbe risonanza e valenze politiche di rilievo: il 7 febbr. 1391 veniva giustiziata per adulterio Agnese Visconti. L'avvenimento ebbe evidentemente un peso peculiare, dal momento che il G., per chiarirne le ragioni e giustificarsi di fronte a tutti, inviò copia dei minuziosi atti processuali alle Cancellerie dei signori settentrionali a lui legati per alleanza o parentela. Agnese venne accusata di avere commesso adulterio con un cavaliere mantovano, Antonio da Scandiano: i presunti amanti, sottoposti a tortura, traditi dalle delazioni dettagliate di dame e serventi, confessarono e pagarono con la morte quel che successivamente parve piuttosto una colpa politica. I cronisti contemporanei avallarono l'ipotesi dell'adulterio, ma già dal Cinquecento si suppose che Agnese fosse stata eliminata su istigazione di Gian Galeazzo Visconti, che temeva l'influenza presso il Gonzaga de
Excerpt from a page describing this subject · 30,893 chars · not written by Vinony