
saluto nell'antica Roma
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- Ancient Rome
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- Ave (text)
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Quando ci si incontrava per strada, per salutare un conoscente ci si limitava ad un semplice salve oppure (h)ave, seguiti o meno dal nome della persona in questione. La risposta era ovviamente "salve (ave) et tu" ovvero, "salute anche a te!"Se ci si fermava per scambiare qualche semplice parola, la formula più usata era quid agis?, ovvero, "come va?" oppure "cosa fai?". La stretta di mano non era molto comune, essa era infatti limitata a situazioni particolari, come l'incontro dopo una lunga assenza, o solo come espressione di una particolare vicinanza (familiari intimi e amici molto cari).Nell'epoca imperiale divenne piuttosto comune (in modo particolare nella classe dirigente), anche il bacio, talvolta seguito da un caloroso abbraccio.Alcuni pensano che l'inchino fosse del tutto sconosciuto e sarebbe stato indegno di un uomo libero mentre altri storici pensano che l'inchino si usasse come forma devozionale soprattutto verso autorità religiose. Nell'epoca tardo antica e nel medioevo i passanti salutavano scoprendosi il capo, questo per significare il mettersi sullo stesso piano del salutato eliminando ogni differenza sociale. Il copricapo infatti identificava la funzione sociale e l'appartenenza ad una categoria o corporazione.
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