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Carlo Levi
Sign in to saveItalian painter, writer, politic and anti-fascist (1902-1975)
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Carlo Levi (1902–1975) was an Italian physician, writer, painter, politician, and screenwriter. Born in Turin, he was educated at the University of Turin and worked in Rome and France. Levi was a member of the Italian Communist Party. His notable work includes *Christ Stopped at Eboli*. He received the Viareggio Prize and was nominated for the Nobel Prize in Literature.
Levi’s fields of work included painting and literature. He spoke Italian. He died of pneumonia in Rome and was buried in Aliano.
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Person · Open Library
- Born
- 1902
- Died
- 1975
- Works
- 102
Top works
- La doppia notte dei tigli
- The two-fold night
- Uccelli paesi e persone
- L'orologio
- השעון
via Open Library + Wikidata
Film & TV
Writing · Torino
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Listeners · Last.fm
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- 1
- Total plays
- 2
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Recent publications · Crossref
5 total works indexed
- QUANTUM ESPRESSO: a modular and open-source software project for quantum simulations of materials
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- Toward reliable density functional methods without adjustable parameters: The PBE0 model
· 1999 · cited 17,960x
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· 2020 · cited 15,975x
- Metagenomic biomarker discovery and explanation
· 2011 · cited 14,076x
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Key facts
- Born
- ( 1902-11-29 ) 29 November 1902, Turin , Italy
- Died
- 4 January 1975 (1975-01-04) (aged 72), Rome , Italy
- Education
- Self taught, University of Turin (MD)
- Known for
- Painting, Literature, Medicine
- Notable work
- Cristo si è fermato ad Eboli (Christ Stopped at Eboli) (1945)
- Movement
- Contemporary
- Awards
- Senator of the Italian Republic
- Patrons
- Felice Casorati
via Wikipedia infobox
Described at
Fondazione Amendola » Carlo Levi » Fondazione Amendola
web.archive.org →Non è meraviglia, perciò, che, stante questo contesto politico e culturale, proprio su Torino si concentrò l’attenzione repressiva del fascismo Già all’indomani della marcia su Roma, in data 18 dicembre, c’era stato l’eccidio di Brandimarte, con undici morti e la devastazione della Camera del Lavoro e del Circolo dei ferrovieri. Piero Gobetti, nel settembre del 1924, fu oggetto di aggressione da parte di squadracce fasciste. Sarebbe morto a soli 25 anni, a Parigi, nel febbraio del 1926, a seguito delle percosse subite. I fratelli Rosselli, costretti a rifugiarsi anch’essi a Parigi, furono lì ammazzati nel 1937. Di Piero Gobetti Carlo Levi fu amico e, affascinato dalla acutezza della sua intelligenza, quasi allievo, pur essendo suo coetaneo. Era anche lui attentamente sorvegliato. A condannarlo, agli occhi della polizia fascista, oltre che l’amicizia con Gobetti, erano i primi scritti di giornalista e saggista. Sospetta era anche la sua adesione al gruppo dei “Sei pittori di Torino”, composto da Jessie Boswell, Gigi Chessa, Francesco Menzio, Nicola Galante, Enrico Paolucci e, appunto, Carlo Levi, uniti contro la retorica della pittura dominante e proiettati verso una pittura nuova e di respiro europeo. Nel 1922, su “Rivoluzione liberale”, Carlo Levi aveva pubblicato l’articolo Antonio Salandra, in cui accusava lo statista, ricco agrario pugliese, di “illiberale liberalismo”. Nel 1923, per la prima volta, aveva esposto un suo quadro. Accadeva alla Quadriennale torinese. Sempre su “Rivoluzione liberale”, pubblicava gli articoli Pensiero fascista e Il Congresso dei Popolari, di cui condannava la tiepidezza nei confronti del fascismo. Nel 1924, all’età di soli ventidue anni, si laureava in medicina e, per quattro anni, fino al 1928, fu assistente del prof. Micheli, presso la Clinica medica dell’Università di Torino. Ma alla medicina e ad una sicura carriera universitaria preferì l’attività di pittore e di scrittore. Nel 1924 partecipava alla XIV Biennale di Venezia. Pubblicava, nello stesso 1924, su “Rivoluzione liberale”, gli articoli Il cappone ripieno, I torinesi di Carlo Felice e L’impresario, l’asino e la scimmia. Intanto per interessi artistici, faceva frequenti viaggi a Parigi, dove, in Rue de la Convention, apriva uno studio. Gli spostamenti tra Torino e Parigi gli servivano per mantenere i contatti tra gli antifascisti torinesi e i profughi in Francia. Nel 1925-26, chiamato a svolgere il servizio militare, rivestì il grado di sottotenente medico. Nel 1926, sul “Baretti”, a testimoniare la sua costante attenzione per i problemi socio-culturali e artistici, pubblicava l’articolo Soffici a Venezia e partecipava alla XV Biennale di Venezia. Nel 1928, sulla “Cultura”, pubblicava l’articolo Ariosto; nel 1929, con Nello Rosselli e Riccardo Bauer dava vita a “Lotta politica” e, con il gruppo dei “Sei pittori di Torino”, partecipava alle mostre di Torino, Genova e Milano. Con lo stesso gruppo, nel 1930, prendeva parte ad un’altra mostra torinese, nella sala d’Arte “Guglielmi”. Nello stesso anno, quindi, era presente alla XVII edizione della Biennale di Venezia. Sarà anche presente alla XVIII edizione del 1932, dopo aver esposto, tra il 1930 e il 1932, a Buenos Aires, a Roma e a Parigi. Intanto, nello stesso periodo, partecipava alla stesura del Programma rivoluzionario di “Giustizia e Libertà“, insieme con i fratelli Rosselli, Lussu, Tarchiani, Salvemini e Nitti. Sui “Quaderni di Giustizia e Libertà” pubblicava l’interessante saggio sul Concetto di autonomia nel programma di “Giustizia e Libertà“. Nel 1933, a Parigi, partecipava ai funerali dello zio Claudio Treves. Tornato in Italia nel 1941, aderiva al Partito d’Azione. Nel 1942, scriveva il saggio Paura della pittura, in cui erano contenute le idee fondamentali riguardanti il ruolo della pittura nel mondo contemporaneo, tanto segnato da contraddizioni e angosce. Intanto, in piena coerenza con le idee professate, partecipava alla lotta di Liberazione. Veniva arrestato nella
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Encyclopedic overview
Carlo Levi ( Italian pronunciation: [ˈkarlo ˈlɛːvi]) (29 November 1902 – 4 January 1975) was an Italian painter, writer, activist, independent leftist politician, and doctor.
He is best known for his book Cristo si è fermato a Eboli (Christ Stopped at Eboli), published in 1945, a memoir of his time spent in exile in Lucania, Italy, after being arrested in connection with his political activism. In 1979, the book became the basis of a movie of the same name, directed by Francesco Rosi. Lucania, also called Basilicata, was historically one of the poorest regions of the impoverished Italian south. Levi's lucid, non-ideological and sympathetic description of the daily hardships experienced by the local peasants helped to propel the "Problem of the South" into national discourse after the end of World War II.
Excerpted from Wikipedia’s “Carlo Levi” article, available under the CC BY-SA 4.0 licence.