Microelettrodo
Sign in to saveAlso known as microelectrodes
A microelectrode is an electrode used in electrophysiology either for recording neural signals or for the electrical stimulation of nervous tissue. They were first developed by Ida Hyde in 1921. Pulled glass pipettes with tip diameters of 0.5 μm or less are usually filled with 3 molars potassium chloride solution as the electrical conductor. When the tip penetrates a cell membrane the lipids in the membrane seal onto the glass, providing an excellent electrical connection between the tip and the interior of the cell, which is apparent because the microelectrode becomes electrically negative co
Research
32,918 papers- Biocompatible Microelectrode for In Vivo Sensing with Improved Performance.Langmuir : the ACS journal of surfaces and colloids · 2023
- Microelectrode-Based Electrochemical Sensing Technology for in Vivo Detection of Dopamine: Recent Developments and Future Prospects.Critical reviews in analytical chemistry · 2022
- Neural tissue-microelectrode interaction: Brain micromotion, electrical impedance, and flexible microelectrode insertion.Journal of neuroscience methods · 2022
- Recent Progress on Transparent Microelectrode-Based Soft Bioelectronic Devices for Neuroscience and Cardiac Research.ACS applied bio materials · 2023
- Supracortical Microstimulation: Advances in Microelectrode Design and In Vivo Validation.Annual review of biomedical engineering · 2025
via PubMed
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- electrode
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Sources (3)
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Un microelettrodo è un elettrodo di dimensioni molto piccole, utilizzato in elettrofisiologia per la registrazione di segnali neurali o la stimolazione elettrica del tessuto nervoso. I primi microelettrodi erano costituiti da un tubicino di vetro con successiva introduzione di fili metallici isolati. I microelettrodi metallici sono costituiti da metalli inerti con elevato modulo di Young come tungsteno, acciaio inossidabile o lega di platino-iridio e rivestiti con isolante di vetro o polimero con punte conduttive esposte. Lo studio della fisiologia cellulare con la necessità di condurre studi elettrofisiologici a livello di singole cellule, richiede microelettrodi con ordine di grandezza della punta uguale o inferiore al μm, un microelettrodo metallico risulterebbe non sufficientemente robusto e rischierebbe di spezzarsi dovendo penetrare la membrana cellulare, in questo caso si fa uso di microelettrodi di seconda specie costituiti da una micropipetta di vetro con un diametro in punta di circa 0,5 µm, a volte inferiore a 0,1 µm, riempita con un elettrolita di supporto nel quale si trova immerso un filo metallico inerte ricoperto da un suo sale poco solubile.
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