Dadullah Akhund
Sign in to saveAlso known as Mullah Dadullah, Mullah Dadullah Akhund, Maulavi Dadullah Akhund
militare e politico afghano
Key facts
- Military person.name
- Dadullah Akhund
- Military person.native_name
- دادالله آخوند
- Military person.native_name_lang
- ps
- Military person.image
- Mullah Dadullah.png
- Military person.birth_date
- Around 1967
- Military person.death_date
- May 11, 2007 (aged 40)
- Military person.birth_place
- Uruzgan Province, Kingdom of Afghanistan
- Military person.death_place
- Asadullah Khan Akah Drop, Garmsir, Helmand, Islamic Republic of Afghanistan
- Military person.allegiance
- 25px Taliban
- Military person.serviceyears
- 1994–2007
- Military person.rank
- Commander
- Military person.battles
- Soviet–Afghan WarAfghan civil warWar in Afghanistan
via Wikipedia infobox
Wikidata facts
- Instance of
- human
- Gender
- male
- Citizenship
- Afghanistan
- Place of birth
- Kandahar Province
- Place of death
- Helmand Province
- Occupation
- politician
- Religion
- Sunni Islam
- Conflict
- Soviet-Afghan War
- Military rank
- commander
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- date of birth
- 1966-01-01
- date of death
- 2007-05-12
- name in native language
- ملا دادالله آخوند
Sources (7)
via Wikidata · CC0
Article · Italiano
Dadullah Akhund (Oruzgan, 1966 – Helmand, 12 maggio 2007) è stato un militare e politico afghano. Durante l'invasione sovietica fu un importante comandante militare, ed in seguito fu personaggio di spicco del regime talebano in Afghanistan.Morì partecipando ad uno scontro a fuoco in una località nella regione di Kandahar. Apparteneva alla etnia Pashtun ed era originario della provincia di Uruzgan, nell'Afghanistan. Dadullah aveva combattuto, come Mujahid contro l'occupazione sovietica negli anni ottanta. Durante questa guerra aveva perso una gamba. Era stato un membro del consiglio di direzione talebano nelle province di Kandahar, Uruzgan, Helmand prima dell'invasione condotta dagli Stati Uniti nel 2001. Secondo fonti non solo americane era un luogotenente del Mullah Omar, secondo soltanto a lui come autorità. In queste vesti, nel 1999-2000, ha condotto la brutale soppressione di una sommossa guidata dagli Hazara afgani nella provincia di Bamiyan. Alla caduta del regime dei Talebani, nel dicembre 2001, Dadullah era riuscito a sfuggire alla cattura da parte delle forze dell'Alleanza del Nord nella provincia di Kunduz. Era noto in Italia per essere stato la mente del sequestro del giornalista Daniele Mastrogiacomo. Il governo italiano, per permettere la sua liberazione, si accordò con il governo afghano sul rilascio di 5 Talebani incarcerati, tra di loro vi era anche , fratello minore di Dadullah, che prenderà il suo posto alla sua morte. Esperto di propaganda, concedeva varie interviste alle reti satellitari, in particolare ad Al Jazeera. Aveva perso una gamba su una mina quando era un semplice combattente islamico. In passato per ben altre tre occasioni ne era stata annunciata la morte. Durante l'offensiva del gennaio 2001 contro gli sciiti di etnia Hazara nella provincia di Bamiyan si distinse per la violenza e perfino la stessa guida suprema dei talebani, il mullā Omar, fu da lui messo in ombra.
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