
Elpenor
Sign in to savethumb|upright=1.35|Odysseus cremating the body of Elpenor (Theodoor van Thulden, c. 1630) Elpenor (; Ancient Greek: Ἐλπήνωρ, gen.: Ἐλπήνορος), also spelled Elpinor , was the youngest comrade of Odysseus in Greek mythology. While on the island of Circe, he became drunk and decided to spend the night on the roof. In the morning he slipped on the ladder, fell, and broke his neck, dying quickly.
Described at

Elpenore: morte di un uomo qualunque – NULLA DIES SINE LINEA
Le “parasonnie” sono comportamenti anomali che si manifestano prima di addormentarsi, durante il sonno o al risveglio. Nella psicologia moderna viene studiata una forma rara di parasonnia del risveglio, che viene chiamata sindrome di Elpenore o ubriachezza da sonno (“sleep drunkenness”).
pintacuda.it →L’eroe viene preso da “verde orrore” (χλωρὸν δέος), ma poi ordina ai compagni di scuoiare e ardere le bestie precedentemente uccise; non permette però alle “teste esangui dei morti” di avvicinarsi al sangue, dovendo prima interrogare Tiresia. Come si vede, Elpenore ha avuto una morte accidentale e assai poco nobile: dopo essersi ubriacato, è cascato giù dal tetto della casa di Circe, rompendosi ingloriosamente l’osso del collo. E tuttavia quella morte così banale e inutile provoca una richiesta appassionata e incalzante: si nota infatti un implicito rimprovero all’eroe che nella fretta di partire (“altro bisogno premeva!”) ha lasciato il suo cadavere “incompianto e insepolto”. A leggere attentamente, in questa parte “prolettica” si notano alcuni dettagli in più rispetto a quelli che l’ombra di Elpenore comunicherà a Odisseo: infatti, se la descrizione fisica e psicologica del compagno (“ giovane, e molto gagliardo ” ma “ nei pensieri non molto connesso ”, come a dire che era piuttosto stupidotto) va attribuita tutta all’eroe protagonista, altri particolari (Elpenore che cerca frescura sul tetto e che viene svegliato improvvisamente dal chiasso e dalle voci dei compagni) non rientrano fra le parole del defunto, ma costituiscono un “di più” che logicamente non quadra, anche se di questo ben pochi spettatori della “performance” rapsodica orale si saranno accorti. La storia del giovane e sventurato Elpenore, comunque la si guardi, è per lo meno curiosa e sicuramente emblematica. Tutti conoscono il Tersite dell’Iliade, ma pochi forse hanno presente quest’altro personaggio umile, destinato per di più a una fine antieroica, più “comica” che “epica” (ammesso che la fine di un essere umano possa mai essere comica). Elpenore è l’emblema dell’uomo mediocre, ingenuo e avventato, istintivo e poco affidabile, incapace di riflettere, succube dei piaceri (“il vino infinito”) e mal visto dagli dèi (“la mala sorte d’un nume”). Anzitutto Elpenore ispirò Virgilio, che realizzò un “remake” della sua vicenda nell’ Eneide , narrando la morte assurda del nocchiero Palinuro: questi era caduto in mare di notte, tradito dal dio Sonno, mentre conduceva la flotta di Enea verso l’Italia; giunto a nuoto in un’isola vicina, vi era stato ucciso dagli indigeni. Anche in questo caso l’ombra di Palinuro chiederà a Enea, quando questi scenderà agli inferi, di dargli una degna sepoltura (VI 365). Un’ulteriore affinità con Elpenore si può cogliere, sempre nell’ Eneide , nella sorte del trombettiere Miseno, morto per la sua empia superbia (ὕβϱις) perché aveva osato sfidare in una gara musicale Tritone, figlio del dio del mare Poseidone (VI 171-174); il dio lo aveva affogato ed il cadavere di Miseno fu ritrovato sulla battigia dai suoi compagni, che gli dedicarono il dovuto rito funebre; in sua memoria fu chiamato Miseno il promontorio campano dove fu ritrovata la salma. Molti scrittori moderni si ricordarono di Elpenore: basti ricordare qui James Joyce (che nel suo Ulisse si ispirò a lui con il personaggio di Patrick “Paddy” Dignam), Jean Giraudoux (che nel 1919 gli dedicò la novella umoristica Elpénor ), Ezra Pound (che fa riferimento a lui nella sua poesia Hugh Selwyn Mauberley e nel primo dei suoi Cantos ) e diversi poeti greci: il premio Nobel Yorgos Seferis (nella poesia Il sensuale Elpenore ), Takis Sinopulos e soprattutto Yannis Ritsos (nelle sue Testimonianze ). Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.
Excerpt from a page describing this subject · 11,849 chars · not written by Vinony
Wikidata facts
Show 2 more facts
- described at URL
- pintacuda.it/2021/11/15/elpenore-morte-di-un-uomo-qualunque
- name in native language
- Ἐλπήνωρ
Sources (1)
via Wikidata · CC0
~3 min read
Article
4 sectionsContents
- Mythology
- Later historic uses
- Modern uses
- References
thumb|upright=1.35|Odysseus cremating the body of Elpenor (Theodoor van Thulden, c. 1630) Elpenor (; Ancient Greek: Ἐλπήνωρ, gen.: Ἐλπήνορος), also spelled Elpinor , was the youngest comrade of Odysseus in Greek mythology. While on the island of Circe, he became drunk and decided to spend the night on the roof. In the morning he slipped on the ladder, fell, and broke his neck, dying quickly.
==Mythology== Elpenor was not especially notable for his intelligence or strength, but he survived the Trojan War, and appears in the Odyssey. He is the youngest man to survive the Laestrygonians. While Odysseus was staying on Aeaea, Circe's island, Elpenor became drunk and climbed onto the roof of Circe's palace to sleep. The next morning, waking upon hearing his comrades making preparations to travel to Hades, he forgot he was on the roof and fell, breaking his neck and dying. Odysseus and his men apparently noticed his absence, but they were too busy to look for him. When Odysseus arrived in Hades, Elpenor was the first shade to meet him, and pleaded with him to return to Aeaea and give his body a proper cremation and burial. After finishing his task in the underworld, Odysseus returned to Aeaea and cremated Elpenor's body, then buried his ashes with his armour and marked the grave with an oar of his ship.