In ambienti contenenti permafrost, lo strato attivo è il livello superiore del suolo che disgela durante l'estate e congela di nuovo durante l'autunno. In tutti i climi, che vi sia o meno il permafrost, la temperatura nei livelli inferiori del suolo rimarrà più stabile di quella in superficie, dove l'influenza della temperatura dell'ambiente è maggiore. Ciò significa che, nel corso di molti anni, l'influenza del raffreddamento invernale e del riscaldamento estivo (nei climi temperati) diminuirà con l'aumentare della profondità. Se la temperatura invernale è al di sotto del punto di congelamento dell'acqua, nel suolo verrà a formarsi un fronte di frost, una linea di congelamento che costituisce il confine tra suolo congelato e scongelato; con l'arrivo della primavera e dell'estate, lo scongelamento del suolo avviene sempre dall'alto in basso. Se il riscaldamento durante l'estate supera il raffreddamento invernale, il suolo sarà completamento scongelato durante l'estate e non ci sarà nessun permafrost. Questo succede quando la temperatura media annuale è al di sopra dello 0 °C (32 °F), ma anche quando essa è leggermente al di sotto di 0 °C in siti esposti al sole con materiali parentali dalla granulometria grossolana. Quando il calore non è sufficiente per provocare il disgelo completo del suolo congelato, si forma il permafrost. Lo strato attivo in questo caso è costituito dagli strati superiori del suolo che si scongelano durante l'estate, mentre lo strato inattivo si riferisce al suolo sottostante che è congelato per tutto l'anno in quanto il calore non riesce a penetrarvi. L'acqua liquida non può fluire al di sotto dello strato attivo, con il risultato che gli ambienti di permafrost tendono ad essere scarsamente drenati e paludosi.
Abstract from DBpedia / Wikipedia · CC BY-SA
Discovered by embedding cosine similarity (sentence-transformers MiniLM, 384-dim).