
I macroni (makrones) erano un'antica tribù colchica stanziata nel Ponto orientale, nei pressi dei monti Moschici (gli attuali Yalnizçam Dağlari, Turchia). Furono menzionati per la prima volta da Erodoto (450 a.C. circa), dicendo di essi che, insieme ai moschi, tibareni, mossineci e , formavano la diciannovesima satrapia dell'impero persiano achemenide e combatterono sotto Serse I. Nelle fonti classiche ci sono molti altri riferimenti successivi riguardo a loro. Senofonte (430-355 a.C.) li colloca a est di Trapezunte (Trebisonda). I macroni vengono descritti come un popolo selvaggio e potente, indossavano abiti fatti di pellame, in guerra usavano elmi di legno, piccoli scudi di vimini e lance corte con lunghe punte. Strabone (libro XII.3.18) sottolinea, di passaggio, che il popolo precedentemente chiamato macroni a quel tempo recava il nome di sanni o tzani, un'affermazione sostenuta anche da Stefano di Bisanzio, sebbene Plinio parli dei sanni e macroni come due popoli distinti. La conversione al Cristianesimo sotto Giustiniano agevolò fra loro l'introduzione della civiltà. I macroni vengono identificati dagli studiosi moderni come una delle tribù proto-georgiane la cui presenza nell'Anatolia nord-orientale potrebbe avere preceduto il periodo ittita, sopravvivendo al crollo di Urartu. Frequentemente vengono considerati come i possibili antenati dei mingreli (cfr. margal, un'auto-designazione mingreliana), un gruppo subetnico del popolo georgiano. I macroni abitavano lungo i confini insieme ai macheloni, un'altra tribù "sannica" evidentemente strettamente correlata ai macroni.
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